Muccia
Sulle rive del fiume Chienti, posta in corrispondenza di un nodo stradale importante fin dall’antichità, Muccia ospita numerosi reperti archeologici, notevoli chiese quattrocentesche ed un meraviglioso eremo francescano, oasi di pace e meditazione. Muccia, sin dalla preistoria, si è caratterizzata come nodo di importanti vie di comunicazione. Luogo naturale di passaggio e di sosta per piccoli e grandi viaggi. Durante la signoria dei Varano, Muccia divenne sede di un importante sistema di mulini per cereali da cui le persone traevano sostentamento. Sempre durante la signoria dei Varano, il castello venne ampliato dopo alcuni saccheggi ed oggi ne rimane ben poco. Il castello di Giove è stato totalmente distrutto, mentre quello di Massaprofoglio, che in quei tempi era una importante masseria, è stato ristrutturato. Il primo statuto comunale sembra risalire all’epoca napoleonica. Non si hanno notizie certe su questo a causa di un incendio che ha distrutto l’archivio del comune. Lo stemma comunale rappresenta una mano posta su un braciere acceso. La leggenda vuole che l’eroe romano Muzio Scevola abbia dato il nome a questo villaggio, certamente già esistente in epoca pre romana. Scavi archeologici hanno documentato un insediamento neolitico, i cui reperti sono in mostra permanente presso il Museo archeologico di Ancona. Più verosimilmente si può pensare un’origine del nome da una discendenza dalla Gente Mutia.